Non tutti i dati sono uguali: ecco i tool più avanzati per mettere gli utenti davvero al centro del tuo design.

Il nostro obiettivo in GreatPixel è disegnare e realizzare esperienze digitali davvero rilevanti, perché crediamo nella customer experience come la chiave dell’ottimizzazione dei risultati di business dei nostri clienti. 

 

Come lo facciamo? Mettendo in pratica un concetto di cui spesso si parla: la customer centricity

Solo ponendo il cliente al centro del nostro lavoro siamo davvero in grado di conoscerlo meglio, scoprire quali sono i suoi bisogni, le sue aspettative e tutto ciò che per lui rappresenta un’esperienza di valore.

Concentrarsi sulla customer experience significa dare importanza all’intero ecosistema che la compone: design & marketing, content, performance, traffic analysis & business e customer feedback. 

Facile a dirsi ma difficile a farsi, soprattutto quando si tratta di analizzare costantemente grandi quantità di dati di difficile lettura provenienti da fonti diverse, che, quindi, necessitano l’utilizzo di strumenti diversi ognuno con il proprio linguaggio, con la necessità di ottenere da essi una soluzione da implementare rapidamente.

Perchè sì, tutto parte dai dati. Per raggiungere risultati di miglioramento della user experience e del conversion rate è necessario utilizzare un approccio metodologico con una base fortemente data-driven: per perfezionare e ottimizzare l’esperienza degli utenti non ci basiamo su opinioni o intuizioni, ma partiamo sempre dai dati. Dalla fase della generazione di insights alla fase di creazione delle proposte, i dati rappresentano le fondamenta del lavoro che svolgiamo.

In questo senso è fondamentale analizzare gli effettivi comportamenti degli utenti tramite dati quantitativi, che ci dicono quanti utenti compiono o non compiono una determinata azione, e qualitativi, che ci dicono perché gli utenti agiscono o meno in quel modo. E, in assenza di questi dati, sono le tecnologie basate su Machine Learning che ci vengono incontro, riducendo al minimo le supposizioni e dandoci le basi numeriche per poter fare scelte che funzioneranno meglio in termini di KPI. Ad esempio: quando progettiamo un nuovo layout o analizziamo la visibilità di alcuni elementi in pagina, invece che dover chiamare molte persone e far loro navigare una pagina, possiamo sfruttare una simulazione di eyetracking come EyeQuant, che ci dice, in pochi secondi, quali elementi attirano maggiormente l’attenzione e quali, invece, risultano essere poco visibili nei primi tre secondi.

Le decisioni basate sullo studio dei dati unite alla nostra esperienza e al nostro metodo NEKTA[R] ci permettono di generare gli insight che guidano la strategia da implementare per generare un vero valore e aumentare le conversioni, qualsiasi esse siano.

Ormai si sa, le aziende hanno dati in abbondanza ma spesso non sono in grado di leggerli o trasformarli in guidelines per prendere decisioni di business. 

Uno degli strumenti che risolve questo problema è Contentsquare, il tool di advanced experience analytics capace di catturare milioni di dati sul comportamento degli utenti e trasformarli in linee guida sulle decisioni da prendere.

Contentsquare è un colosso internazionale nell’ambito dell’innovazione digitale e intelligenza artificiale e ha ottenuto nel 2021 un round di finanziamento di Serie E da 500 milioni di dollari. 

Ecco come abbiamo integrato questi dati nelle nostre strategie di UX Design e Conversion Rate Optimization.

Segmentazione

Grazie alla segmentazione immediata e flessibile di Contentsquare, che permette di creare segmenti a livello nativo sui dati comportamentali, delle campagne di acquisizione o dagli investimenti media, rileviamo in maniera precisa gli elementi da migliorare nel complesso percorso che è la customer journey. 

Questo aspetto risulta essenziale per comprendere i veri punti di miglioramento dell’esperienza degli utenti, la quale è differente per ogni cliente. 

La segmentazione avanzata è funzionale alla definizione delle audience in maniera molto specifica e per implementare per i nostri clienti strategie di web personalization: conoscendo le abitudini media, di navigazione online e i comportamenti sul sito dei diversi cluster di utenti, possiamo rendere uniche le loro esperienze così come sono unici i loro percorsi e le abitudini, associando ai giusti target i giusti messaggi da veicolare nei giusti canali. Per verificare la precisione con cui abbiamo realizzato le diverse versioni della user experience di ogni segmento, ci avvaliamo di strumenti come Kameleoon per effettuare degli A/B test o dei test multivariati sugli utenti in target.

Journey Mapping

Supportati dalla funzionalità di advanced journey mapping di Contentsquare, la nostra esplorazione non si limita alla classica visione a funnel ma può andare in profondità su tutti i percorsi di navigazione effettuati dagli utenti, identificando ogni elemento di frustrazione o frizione che porta agli abbandoni in fase di checkout. 

Tale analisi viene effettuata tramite la collaborazione dei nostri esperti di analytics e UX designer per indagare le reali motivazioni che hanno portato a una caduta nel funnel: tramite l’analisi dei dati, individuiamo le anomalie nel percorso degli utenti, con un focus su quelle che riducono il numero di conversioni, e ci concentriamo sul comprendere il perché gli utenti si sono comportati in quel modo

Lo studio dei loro movimenti e comportamenti guidato dall’analisi quantitativa ci porta a trovare rapidamente la soluzione. Le modifiche puntuali che effettuiamo in questo senso, che implementiamo dopo le dovute verifiche e i test, impattano notevolmente sull’aumento del Conversion Rate.

Recording

Grazie al recording anonimizzato, inoltre, è possibile rapidamente rilevare ogni movimento, scroll e click degli utenti senza raccogliere alcuna informazione personale.

Lo studio delle session replay rappresenta un’analisi fondamentale in GreatPixel: esplorando e indagando le difficoltà cognitive degli utenti durante la navigazione siamo in grado di lavorare in maniera continuativa sul miglioramento dell’usabilità e sull’ottimizzazione della user experience a 360 gradi.

Come determinare se un elemento della UI/UX del proprio sito ha un effetto sul proprio business?

Tramite la quantificazione d’impatto, Contentsquare ci permette di quantificare l’influenza della UX sul proprio business.

Insomma, secondo noi ogni azienda dovrebbe investire nell’analisi approfondita della customer experience perchè tramite il suo studio ci si può immedesimare nei propri clienti, conoscerli a fondo e rispondere ai loro bisogni. 

L’aumento del Conversion Rate non sarà altro che la sua naturale conseguenza!  


Lorenza Giacone

Gabriele Maffoni


OCCHEI: museo digitale dello sguardo

In un’epoca in cui sono state abbattute le distanze e non esistono luoghi inarrivabili, siamo costretti a dividerci e a comunicare principalmente con lo sguardo a causa del distanziamento fisico e dell’uso della mascherina. La pandemia ha reso gli occhi il primo punto di contatto per instaurare relazioni autentiche con le persone e con tutto ciò che ci circonda”.

 

La promozione dello sguardo e del contatto visivo potrebbe avvenire tramite forme museali sperimentali

Quanto è importante, al giorno d’oggi, per le istituzioni culturali muoversi verso il mondo digital

Su questi presupposti si basa la Tesi di Art Direction che ho sviluppato durante gli ultimi sei mesi del biennio Magistrale in Design della Comunicazione in NABA – Nuova Accademia di Belle Arti seguita dal Docente e Creative Director Roberto Maria Clemente.

Alla base dello studio vi è un’analisi generale sulla comunicazione non verbale, per poi giungere ad un approfondimento specifico sulla storia dello sguardo per comprendere se, all’interno dell’odierno panorama culturale, fosse già presente un’istituzione italiana che si occupi della diffusione di contenuti artistico-culturali legati al tema. 

Le analisi svolte sui contesti museali contemporanei si affidano ai dati più recenti ICOM (International Council of Museums) legati allo sviluppo della pandemia e alle risposte attuate dalle istituzioni per fronteggiare le diverse difficoltà sorte in seguito alla chiusura o alla riduzione degli ingressi nei musei. 

Gli occhi rappresentano il fulcro della comunicazione non verbale

I nostri occhi, proprio come i nostri gesti, ci rendono limpidi davanti agli altri e rivelano la nostra interiorità più di qualsiasi messaggio espresso verbalmente. Questi aspetti ci rendono unici gli uni agli occhi degli altri.

La mascherina, non immaginata come un impedimento, ha la capacità di esaltare lo sguardo e in realtà ci mette più a contatto con gli altri rispetto a prima. Attraverso un cambio di paradigma è possibile immaginarla come un’opportunità per entrare in empatia e coinvolgere chi abbiamo di fronte in modo diretto.

Adesso è richiesto uno sforzo comprensivo maggiore ma soprattutto è necessario dare alle persone gli strumenti per facilitare la decodificazione delle emozioni e delle espressioni attraverso lo sguardo.

Lo sguardo rappresenta, adesso più che mai, una modalità comunicativa da rivalutare e promuovere attraverso attività culturali inedite.

Dalle ricerche svolte è emerso che non è mai stata promossa un’istituzione museale a livello nazionale che raccolga i diversi materiali visivi e i documenti relativi alla comunicazione dello sguardo.

Il museo virtuale rappresenta un’entità digitale fruibile attraverso internet dotata di autorevolezza come un museo fisico solo con informazioni e possibilità più accessibili.  Lo scenario che si sta prospettando di fronte ai nostri occhi è quello del Museo 3.0 e OCCHEI – Museo Digitale dello Sguardo è uno di questi.

OCCHEI, Museo Digitale dello Sguardo, è un centro virtuale nel quale ritrovare storie e persone con passioni e sensibilità differenti, pronte a raccontarsi attraverso il proprio sguardo. 

Il naming “OCCHEI” si propone come un nome giocoso e positivo. La parola coniata che dà il nome al museo proviene dalla crasi delle parole “occhio” ed “hei”. Quest’ultima parola, utilizzata per attirare l’attenzione dell’interlocutore, nel linguaggio non verbale dello sguardo si manifesta attraverso una ricerca attenta degli occhi dell’altra persona.

La pronuncia del termine OCCHEI è paragonabile alla pronuncia del termine OK (Okay) e si trasforma quindi in una sorta di motto positivo per guardare insieme al futuro, al superamento della situazione attuale e alla conferma di un progresso sociale e culturale.

Il museo è fruibile attraverso un sito web responsive visualizzabile comodamente da pc o con il proprio smartphone. I valori di sostenibilità, innovazione, promozione e mantenimento del patrimonio visivo e culturale del periodo odierno sono stati tradotti con una scelta di Art Direction riassumibile con quattro concetti chiave: DueTone, Minimal Design, Illustrazioni emotive e Adattabilità visiva.

La piattaforma è caratterizzata da diverse pagine come la home, la sezione dedicata alla didattica e alla pandemic gallery, lo shop online, la pagina dedicata alle mostre virtuali o all’acquisto di biglietti.

L’ultima sezione del sito è dedicata al Metaverso, spazio virtuale nel quale il museo digitale dello sguardo prenderà forma. Si potrà accedere direttamente allo spazio virtuale dalla piattaforma online indossando un visore o un occhiale specifico.

Meta Museo Occhei

Lo spazio, a cielo aperto e non dotato di barriere, si propone come uno spazio fluido nel quale incontrare amici e fare nuove conoscenze con la scusa di una visita alla mostra o nella piazzetta centrale della struttura. Il fulcro del museo è una piccola oasi, uno specchio d’acqua attorno al quale ritrovarsi.

Nel meta museo gli utenti, liberi di visitare lo spazio, saranno affiancati da una guida virtuale con la quale interagire per chiedere informazioni o approfondimenti. Gli artisti saranno disponibili per chiarimenti e approfondimenti sul tema. Il loro ologramma o presenza virtuale avverrà attraverso un tasto di chiamata o all’ingresso della sala dedicata.

Una volta che il visitatore si disporrà di fronte alle opere esposte, in base alla propria altezza visiva ed eventuale difetto visivo, comparirà accanto all’art work un pannello sul quale saranno indicate tutte le informazioni necessarie alla comprensione dell’opera. I testi della dimensione, per una corretta leggibilità per l’utente, potranno essere gestiti e condivisi attraverso la gesture del visitatore.

Comunicazione

In seguito alle analisi e alle valutazioni sulle attività proposte dai principali musei italiani ed internazionali sulle piattaforme social, il museo digitale dello sguardo OCCHEI prevede i seguenti strumenti di comunicazione e promozione all’interno della propria strategia di comunicazione:

  • Sito web 
  • Social Media (Instagram, Facebook, TikTok, YouTube)
  • OOH 
  • Pop-up Museum

Per pubblicizzare il lancio della realtà digitale OCCHEI è stata creata una campagna di comunicazione OOH e sui social media che esorti le persone sul territorio nazionale ad aprire gli occhi sul fenomeni culturali e digitali in atto, che vedono protagonisti lo sguardo ma soprattutto l’aprire gli occhi rivolgendoli a chi ci sta accanto, riscoprendo la bellezza di uno sguardo reciproco.

L’installazione interattiva prevede il posizionamento di un piccolo museo pop-up in alcune delle più grandi piazze d’Italia. Lo spazio a tema custodisce al suo interno dei display interattivi grazie ai quali accedere al museo digitale dello sguardo per conoscere la vision, la mission e i valori dell’istituzione, uno spazio dotato di visori per creare il proprio avatar, vedere e vivere in anteprima il meta museo OCCHEI.

All’interno della struttura ci sarà quella che è stata definita come “OCCHEI ZONE” uno spazio collaborativo dove due persone potranno stare l’una di fronte all’altra e conoscersi solo attraverso il proprio sguardo. Non saranno necessarie parole o altro, solo un contatto visivo diretto per entrare in empatia con l’altro. Si tratta di un’esperienza collaborativa che verrà proiettata attraverso il video mapping su due edifici posti uno di fronte all’altro.

OCCHEI si propone come sito propulsore di innovazione, arte e cultura che ha come obiettivo principale nel prossimo futuro di entrare a far parte del metaverso perché confida nella forza del mondo virtuale come strumento per accorciare le distanze e fornire attività di intrattenimento anche in situazioni e contesti in cui la persona è privata della possibilità di godere di servizi pubblici in condizioni di normalità. 

I percorsi didattici, le mostre, le guide personalizzate,  la sostenibilità sociale e quella di strutture medico sanitarie in difficoltà, la vendita di NFT e la promozione di artisti emergenti, rappresentano solo alcune delle possibilità di sviluppo della piattaforma che ha il grande potenziale di essere uno strumento flessibile in base alle esigenze del panorama museale digitale.

L’augurio è che questa piattaforma in breve tempo possa evolvere in una realtà concreta e che, attraverso la collaborazione di tutti, possa trasformarsi in un nuovo luogo virtuale nel quale raccontare e vivere esperienze stimolanti.

Annamaria Naso